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I virtuosi del debito

12 ago 2022 | 3 min di lettura | Pubblicato da Maria P.

Quali segnali sono arrivati dalle famiglie italiane nella prima parte dell’anno? A fare il punto, ancora una volta, è il bollettino economico della Banca d’Italia, il terzo per l’anno in corso. “Dopo il calo nel primo trimestre”, si legge nella parte dedicata ai nuclei familiari nel nostro Paese, “la spesa delle famiglie sarebbe tornata a crescere nel secondo, sostenuta dal lieve aumento del potere d’acquisto”.

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A dare un contributo sarebbe stato soprattutto l’aumento della spesa per servizi turistici e ricreativi. Al contempo, però, “la propensione al risparmio è rimasta elevata”.

Flessione dei consumi nel primo trimestre

Nel primo trimestre, la spesa delle famiglie ha subito un calo per effetto della flessione degli acquisti di beni non durevoli e servizi. “I consumi totali di beni si sono mantenuti poco al di sopra dei livelli pre-pandemici”, ci dice il terzo bollettino Bankitalia dell’anno, “mentre per i servizi il divario negativo si è ampliato, oltre il 9%”.

Nello stesso periodo, il reddito disponibile delle famiglie in termini reali ha registrano un lieve incremento sui tre mesi precedenti. La propensione al risparmio si è mantenuta superiore ai valori antecedenti l’emergenza sanitaria, al 12,6%.

Ripresa nel secondo, trainata dai servizi

I segnali arrivati dai dati ad alta frequenza su prelievi e pagamenti elettronici hanno riportato un aumento a maggio dopo la stazionarietà in aprile, rivelando così un moderato ritorno alla crescita della spesa nel secondo trimestre.

“Anche l’indicatore dei consumi diffuso da Confcommercio ha segnato un lieve incremento nella media del bimestre aprile-maggio”. Da notare come la spesa per servizi abbia tratto giovamento dalla rimozione delle restrizioni alla mobilità e agli eventi sociali, come si emerge dal miglioramento dell’indice di mobilità elaborato da Google relativo alle visite a negozi e allo svolgimento di attività ricreative.

Nel complesso del trimestre, ci dice ancora il bollettino, “il clima di fiducia dei consumatori è rimasto su valori bassi dopo la forte diminuzione conseguente all’invasione dell’Ucraina”. E tuttavia, “registra una flessione meno accentuata nelle valutazioni sulla condizione economica personale”.

Attenzione ai rincari energetici, che continuano a incidere in modo negativo sulle famiglie, specialmente – com’è facile immaginarsi – su quelle meno abbienti. Le misure di supporto che il governo ha varato “ne hanno in parte mitigato l’impatto”.

Il debito delle famiglie? Si è ridotto

Nel primo trimestre dell’anno, il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile è leggermente sceso rispetto al periodo precedente, al 64,2%. Come oramai siamo abituati a vedere, questo rapporto si posiziona molto al di sotto della media dell’area euro, che corrisponde al 97,7%. Risulta stabile, al 10,3%, l’incidenza degli oneri sostenuti per il servizio del debito (spesa per interessi e restituzione del capitale).

In rapporto al Prodotto interno lordo, il debito delle famiglie è sceso al 43,2%, a fronte del 59,4% nell’area dell’euro. Praticamente, se in quanto a rapporto tra debito pubblico e Prodotto interno lordo l’Italia non è certamente tra i primi della classe – tutt’altro – in materia di rapporto tra debito delle famiglie e reddito e debito delle famiglie e Pil siamo tradizionalmente alquanto virtuosi. È un buon punto di partenza.

Fermo restando che, qualora ne ricorrano le necessità e le condizioni, il credito – incluso il credito al consumo – può essere un valido alleato di ogni nucleo familiare.

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