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Meno frodi, ma più ricche

2 ago 2024 | 4 min di lettura | Pubblicato da Maria P.

Le frodi che fanno leva sul furto d’identità si confermano una minaccia insidiosa per il credito, in particolare per quello al consumo. Secondo i dati dell’Osservatorio Crif - Mister Credit sulle frodi creditizie nel 2023, in Italia l’anno passato si sono registrati oltre 32.400 casi, con un importo medio per frode pari a 4.666 euro.

Il numero di casi è in leggera flessione rispetto all’anno prima, con un -5,4%, ma il valore economico complessivo appare in crescita del +14,5%, sopra i 151 milioni di euro. Questo perché sale (+21,1%) l’importo medio frodato, con un maggiore impatto per le vittime degli attacchi.

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Frodi: attenzione alla crescita degli importi

Questo l’andamento dell’ammontare medio delle transazioni fraudolente:

  • le cifre sotto i 1.500 euro evidenziano una contrazione (-25,8%) e si attestano al 28,8% del totale;
  • le frodi nella fascia tra i 1.500 e i 3.000 euro aumentano del +12,9%;
  • vera e propria impennata delle frodi con importi tra i 5.000 e i 10.000 euro, che riportano un incremento del +46,7%;
  • per le frodi con ammontare superiore ai 20.000 euro, la crescita è del +28,6%.

Sintomo, questo, di una preoccupante revisione del “modus operandi” dei malfattori, che oggi riescono a colpire vittime dotate di una maggiore capacità di spesa, _“sfruttando sofisticate tecniche di attacco e approfittando di una crescente complessità del panorama finanziario”_dicono da Crif.

Quali sono i finanziamenti oggetto di frode?

I prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi si confermano i più bersagliati: basti pensare che la quota sul totale dei casi rilevati nel 2023 è del 45,3%, con un incremento non trascurabile del +18,2% rispetto al 2022. In diminuzione l’importo medio (-19%), a 5.968 euro.

Aumento delle frodi anche per i prestiti personali, con un +14% dei casi nel 2023 rispetto al 2022 e un ammontare medio superiore ai 13.500 euro.

Flette invece l’interesse per le carte di credito, incluse le revolving, considerato che le frodi calano del -32% in un anno, seppure con una cifra che in media resta altina, attorno ai 7.500 euro. Nell’ambito delle frodi su carte di credito, va segnalata la tendenza alla crescita degli attacchi legati all’e-commerce. Nel mirino in particolare il Buy now, pay later (Bnpl), dove i casi sono quasi triplicati l’anno passato, pur se la quota sul totale delle frodi rimane marginale (3,6%).

Cosa si compra con i finanziamenti fraudolenti?

Gli elettrodomestici, soprattutto, restano la categoria di beni più ambita, con un 26,4% dei casi analizzati. Salgono però le frodi nel comparto auto-moto (+29,4%), la cui incidenza sul totale si posiziona all’11,3%: il dato conferma la tendenza dei frodatori a concentrarsi su beni di valore più consistente.

Balzo anche per il comparto dei consumi, che fra gli altri comprende abbigliamento sportivo e beni di lusso: un vigoroso +68,4%, che porta all’8,4% del totale, in scia alla crescente tendenza all’acquisto di beni voluttuari, specialmente online.

Ma non si salvano nemmeno le spese per la salute, come quelle mediche e odontoiatriche, che hanno assistito a un aumento del +13,7% dei casi di frode. E non è immune nemmeno l’arredamento, con un incremento del +11,9% dei casi registrati.

Chi finisce nel mirino dei malfattori?

L’aumento percentuale più importante (+9,7%) lo registra la fascia degli over 60. Significativo calo invece fra gli under 30 (-12,1%). I più colpiti sono i 41-50enni, seguiti dai 31-40enni. A livello regionale, la maggior concentrazione è in Lombardia, Sicilia, Campania e Lazio, seguite da Puglia e Piemonte, con la Lombardia che cresce del +19,1% e si porta al primo posto, mentre la Sicilia sorpassa la Campania.

I tempi di scoperta della frode

Nel 2023 si accorciano i tempi di scoperta: il 39,1% dei casi viene a galla nei primi sei mesi e il 17,7% entro l’anno. Merito di due fattori, essenzialmente:

  • maggiore attenzione al fenomeno;
  • maggior numero di casi in cui il frodatore dà i veri recapiti della persona frodata, che perciò al primo sollecito si accorge dell’accaduto.

Resta però un 16,3% di casi che viene scoperto dopo più di cinque anni. “L’educazione finanziaria resta un elemento chiave in questa battaglia”, commenta Beatrice Rubini, executive director della linea Mister Credit di Crif. “Insegnare a qualunque cittadino come riconoscere i tentativi di frode, proteggere i propri dati personali e diffidare da comunicazioni sospette è fondamentale per creare un sistema creditizio più sicuro e resiliente”.

A questo proposito, consigliamo di leggere l'ottimo Spazio Sicurezza, creato da Facile.it, proprio per insegnare ai consumatori a riconoscere (ed evitare) le frodi in ambitdi credito al consumo, ma non solo.

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